Mete, numero 7, aprile 2004

Come nascono le audiocassette

La SAAR e la SARABANDAS di Corsico
Mark Baldwin Harris

Le "compact cassette", figlie dei dittafoni per ufficio (classe '62), vanno ancora forte!

Prima di uscire dalla tangenziale ovest, direzione nord, per immettersi in Via Lorenteggio, quella sconfinata giungla di insegne perfezionate da psicologi e grafici industriali per infondere un senso di serietà ed affidabilità nei consumatori, chi lancia una rapida occhiata a destra verso Corsico può notare uno stemma coloratissimo che campeggia sopra un agglomerato di capannoni: "SAAR". Il logo giocoso e quasi irriverente si distingue nettamente in mezzo agli altri della zona. Qualcuno si domanderà: ma cos'è questa "SAAR" e cosa vende di così allegro?

Nel giugno del 1950 è nata a Milano - in zona Porta Vercellina dove tuttora si trova la direzione - la "Società Articoli Acustici Riprodotti", fondata da un giovane jazzofilo svizzero-tedesco, Walter Gürtler. Walter, all'epoca, faceva il rappresentante per l'Italia di varie etichette discografiche statunitensi come la Verve, Pacific Jazz, Contemporary e Mercury, e dopo qualche anno di semplice importazione decise di stampare i vinili in Italia su licenza.

Naturalmente, era inevitabile che nascesse la voglia di mettersi in proprio anche come produttore, e presto la SAAR - oltre a realizzare centinaia di registrazioni con importanti jazzisti sia italiani (Basso, Valdambrini, Piana...) sia americani (Baker, Shank, Collette...) - si aprì anche al nascente pop moderno, tramite le sue etichette JOLLY, MUSIC, JOKER e altre ancora. Nel '57, un cantante esordiente, orologiaio di mestiere, aveva spopolato al primo festival italiano di rock'n'roll, al Palazzo del Ghiaccio di Milano; la MUSIC lo mise subito sotto contratto e lo affidò al jazzista Eraldo Volonté per preparare il primo 45 giri, una cover di "Rip it up", lo stesso brano che Adriano ha improvvisato al recente Festival di Sanremo. Celentano è rimasto in SAAR fino al '61, anno di fondazione della sua etichetta personale Clan. Fin dal debutto, il "molleggiato" veniva spesso accompagnato nei concerti da Enzo Jannacci, Giorgio Gaber e Luigi Tenco, e anche a loro Walter fece incidere diversi dischi. Da allora, con la SAAR hanno mosso i primi passi centinaia di artisti - da Dallara, Nicola Di Bari, Leali e la Ferri a Battiato, Concato, Vasco Rossi e Zucchero - per poi passare alle "major" multinazionali; Walter rimane fieramente independente, con catena di distribuzione propria, e continua - oggi affiancato dal figlio Boris - la sua vocazione di scopritore fenomenale di talenti mentre fa fruttare in tutto il mondo il vasto ed intramontabile catalogo accumulato negli anni.

Nei primi anni ‘60 - forte dei tanti successi commerciali - Gürtler ha aperto a Pero un imponente complesso autonomo di produzione discografica con oltre 100 impiegati sparsi tra uffici, sale d'incisione, centro meccanografico e grandi impianti per la stampa di vinili e audiocassette. Una decina di anni dopo, nella sede attuale di Corsico sono stati installati i magazzini. Negli anni ‘80, con il vinile ormai superato dal CD e le registrazioni "in proprio" sempre più saltuarie rispetto a quelle effettuate presso sale esterne, è iniziato lo smantellamento della fabbrica di Pero. Gli uffici, lo studio grafico e la sala mastering sono tornati in Porta Vercellina; infine, nell’ottobre del ’97, si è trasferita da Pero a Corsico la società consorella SARABANDAS. Quest'ultima cura la produzione delle audiocassette per un mercato globale tutt’altro che scomparso (in alcune zone del terzo mondo è addiritura in crescita). A mandare avanti il procedimento, quasi completamente automatizzato, sono tre simpatiche addette che riescono a sfornare anche 10.000 cassette al giorno, tutte bollate SIAE, plastificate ed imballate, pronte da spedire. La storia affascinante della SAAR meriterebbe un (grosso) libro; voglio dedicare il resto di questo piccolo spazio a descrivere la mia visita alla Sarabandas, dove le signore mi hanno gentilmente mostrato come nascono le audiocassette.

Ecco la procedura:

1. Si ricavano dalle ordinazioni giornaliere i titoli ed i quantitativi degli album da riversare su cassetta.
2. Nella "sala master" ci sono due CD per ciascuno delle migliaia di titoli in catalogo; si recupera la coppia di CD contenenti il materiale delle facciate A e B di un titolo.
3. I due CD vengono inseriti nello speciale computer SAM ("Static Audio Master") prodotto dalla Tapematic di Ornago, che memorizza le due facciate su chip di memoria statica e calcola le loro lunghezze complessive.
4. Vengono montate le grosse "pizze", bobine di nastro magnetico da 1/8 di pollice, sui registratori “slaves” (schiavi) sincronizzati a coppie con SAM; su ciascuna pizza viene riversata una cinquantina di volte di seguito una delle facciate.
5. Man mano che le pizze si riempiono, vengono impilate e portate nella “sala bobinatrice” adiacente, dove un'altra macchina computerizzata effettua i tagli precisi del nastro e l'avvolgimento sulle cassette.
6. Nel frattempo nella terza sala, la più grande, si creano e si verniciano i cliché per la serigrafia diretta sulle cassette, e si predispongono gli "inlay cards" (quei cartoncini piegati con copertina, titoli, ecc.) arrivati dalla tipografia già pronti da inserire nella terza macchina della catena.
7. Le cassette registrate ma "nude" vengono passate nella terza sala, dove si completano serigrafia e confezione, con tanto di bollinatura, plastificazione ed imballo finale.

Ringrazio con entusiasmo e, mentre torno verso un Lorenteggio intasato dai bramosi di novità, scommetto che, quando CD e MP3 avranno fatto la fine del vinile grazie a nuovi formati tecnologici, le tre amiche saranno ancora lì a sfornare in allegria le care, vecchie cassette!

mete@saintrock.com

©2004 Mark Baldwin Harris

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