Mete, numero 5, febbraio 2004

La Fissione dell'Attimo
storia della Digidesign - 1a parte

Mark Baldwin Harris

"prima tutto stava nel cogliere
l'attimo; ora l'attimo lo puoi
costruire tu" - Evan Brooks

1983! A Chicago viene attivata la prima rete americana per la telefonia cellulare. In Europa e negli USA arrivano i primi CD. Arpanet adotta il protocollo TCP/IP, viene inventato il sistema di "domain names" e nasce Internet. Escono i primi computer "laptop" leggeri. La giovanissima MTV indice i primi "MTV Video Music Awards". Si formano i "Red Hot Chili Peppers". Io compro casa...

Il mese prossimo, andremo ad Assago a visitare la sede italiana della Digidesign, maggiore produttore mondiale di sistemi integrati di registrazione ed elaborazione digitale del suono, ma prima facciamo un salto nel 1983 per capire il contesto storico in cui è nata l'azienda e il suo fiore all'occhiello, Pro Tools, vincitore questo mese (febbraio 2004) di un Oscar.

Giovedì, 6 gennaio 1983, la Apple Computers svelò alla fiera dell'elettronica per consumatori, il CES di Las Vegas, la sua ultima "epifania" (i Californiani usano spesso il termine “epiphany” nel senso di “rivelazione”), un modello chiamato Lisa, mostrando al pubblico sbalordito della fiera ed in seguito al mondo intero innovazioni mai apparse in commercio (malgrado alcune fossero state sviluppate addirittura negli anni '60!) come il mouse, l'interfaccia grafica con finestre ed icone, il menù a tendina, la capacità di copiare ed incollare all’interno dei documenti e tante altre funzioni che sono ancora oggi parte integrante dei più recenti personal computers di qualsivoglia marca.

[foto schermo Lisa]Lisa screen-shot 1983

Due settimane dopo, davanti ai non meno stupefatti visitatori della fiera dei negozianti di musica, il NAMM Show di Anaheim in California, aveva luogo il primo "dialogo" pubblico tra due tastiere polifoniche di marche diverse collegate via MIDI, ovvero "Musical Instrument Digital Interface", protocollo presente sul mercato da appena un mesetto. L'evento annunciava una rivoluzione sia tecnologica che di costume musicale che sarebbe esplosa nell'estate successiva con l'arrivo della mitica Yamaha DX-7: oltre 200,000 unità vendute in quattro anni (del venerabile Minimoog, primo sintetizzatore portatile di notevole successo commerciale, se ne vendettero 12,000 nell'intero arco di produzione, dal '70 al '81). All'inizio, l'implementazione MIDI nei sint fu limitata ed instabile, ma già l'effetto di combinare i suoni di più tastiere pilotandone una sola era spettacolare, e, cosa più importante, il sistema MIDI apriva le porte ai "sequencer" software moderni.

[foto DX7]Yamaha DX7 1983

I sequencer degli anni '50 e '60 erano marchingegni per mettere in sequenza, appunto, le istruzioni atte a generare eventi musicali attraverso il controllo del voltaggio; programmare sequenze semplici richiedeva la pazienza e la precisione di un "programmatore" di carillon a cilindro dell '800, nonché, in molti casi, nozioni di ingegneria elettronica... il musicista medio non ci arrivava. Né, tanto meno, poteva arrivare ai prezzi dei grandi computer musicali apparsi verso la fine degli anni '70 - precursori delle "digital audio workstations" di oggi, inclusa Pro Tools - come il Fairlight, che introduceva il primo sequencer grafico. Collaboravo con la Fairlight in quegli anni come dimostratore europeo, e ricordo le accese discussioni con la mia compagna a proposito di comprarci casa oppure investire in un Fairlight CMI IIx (una quarantina di milioni di vecchie lire, sia pure con un generosissimo sconto)… Per fortuna vinse lei.

[foto Fairlight]Fairlight CMI IIx 1983

Il Fairlight aveva introdotto la registrazione su circuito integrato anziché su nastro. La tecnologia di allora non permetteva ancora suoni "campionati" in memoria molto fedeli né molto lunghi; rendevano bene, non a caso, le percussioni, e nei primi anni '80 nacquero le batterie elettroniche digitali (quelle analogiche, introdotte come accessorio per organo elettrico, esistevano già da oltre trent'anni). Tra queste ebbe grande successo la Drumulator, lanciata nel '83 dalla E-mu, già artefice nel 1980 del primo campionatore relativamente economico, l'Emulator. Il primo esemplare di quest’ultimo venne acquistato da Stevie Wonder, che aveva già comprato il primo Fairlight.

[foto Drumulator]Drumulator 1983

E arrivano i nostri: nel 1983 due giovani musicisti californiani, Peter Gotcher e Evan Brooks, in parte cercando di procurarsi un po' di soldi per attrezzare la loro band e in parte semplicemente insoddisfatti dei suoni della loro Drumulator, cominciarono a produrre dispositivi EPROM contenenti campionamenti di batteria alternativi. Brooks, tastierista e geniale ingegnere informatico, ricostruì la mappatura dei chip della E-mu, e poi, per realizzare i propri, assemblò e programmò un computer per elaborare i dati esadecimali di registrazione digitale generati dal suo convertitore AD/DA, un Sony PCM-F1 da lui stesso "truccato". Gotcher, impiegato presso la Dolby Labs a San Francisco e batterista appassionato di alta fedeltà (Dolby, tra l’altro, aveva da poco introdotto il primo sistema "home theater"), realizzò le prime registrazioni da campionare. Fecero sentire i loro chip casalinghi alla E-mu, che, entusiasta, li aiutò a contattare i maggiori negozi di strumenti americani per sondare il mercato. L'interesse fu enorme, per cui Gotcher e Brooks fondarono la loro prima società, la Digidrum, trasferendo il lavoro dal dormitorio dell'università che entrambi frequentavano ad un ufficio a pochi chilometri di distanza dalla E-mu, ed allargarono la loro linea di chip ad altri diffusi modelli di batterie elettroniche.

[foto pubblicità Digidrum]Digidrums ad c.1984

Risultato: dopo meno di due anni, circa 60,000 unità vendute a 20-40 dollari l'una, e... un'idea nuova... Il Lisa, bellissima "epifania" come prestazioni ma brutta "befana" per quanto riguardava il prezzo, era stato presto rimpiazzato dal suo grande erede, il Macintosh, più potente eppure più economico, in grado di offrire nuove prospettive alla nascente visione dei nostri due eroi di un vasto mercato popolare per il "campionamento fai-da-te" tramite computer, ed eventualmente di una nuova specie di "sequencer audio" sofisticato ma abbordabile...

[foto Brooks e Gotcher]Brooks & Gotcher

mete@saintrock.com

©2004 Mark Baldwin Harris

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