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Mete, numero 12, ottobre-novembre 2004
S.O.S.
Pianoforti!
Incontro con Salvatore Tarantino
Mark
Baldwin Harris
A Buccinasco c'è uno dei pochi laboratori di riparazione dei
pianoforti rimasti nel milanese
Certo, per un quattordicenne farsi cento chilometri in motorino - da
casa sua a Baggio fino alla bottega di un accordatore a Cassano D'Adda
e ritorno - con l'intento di capire un po' meglio il misterioso funzionamento
"interno" di uno strumento musicale, può essere un
semplice divertimento, un'avventura curiosa. Fare tutti quei chilometri
ogni giorno o quasi per unestate intera è invece segno
di impegno. Farli per tre estati di fila, poi, dimostra vera passione.
Salvatore Tarantino, oggi quarantaduenne e membro del Consiglio Direttivo
in qualità di Segretario dell'A.I.A.R.P. (Associazione Italiana
Accordatori Riparatori Pianoforti, prestigiosa associazione di categoria
fondata nel 1969), ha iniziato così - "sacrificando"
volentieri le vacanze estive - la sua carriera di tecnico di pianoforte
e i chilometri percorsi da allora al servizio della sua passione non
si contano più: partecipa allorganizzazione di seminari
e congressi in giro per l'Italia e l'Europa, oltre a seguire gli strumenti
dei tantissimi clienti propri presso case private, scuole di musica,
teatri e conservatori.
Sono andato a trovarlo a Buccinasco nel suo spazioso laboratorio (con
show-room per la vendita al pubblico) e la prima cosa che ha voluto
sottolineare è che il suo laboratorio è una delle pochissime
"botteghe" per la riparazione dei pianoforti rimaste sul territorio
milanese. Non lo disse per vanto, ma con un'espressione di inquietudine:
gli si leggeva negli occhi la seria preoccupazione per la pericolosa
situazione odierna dovuta alla mancanza di personale qualificato. Infatti,
più volte nel corso delle nostre tre ore di conversazione, è
tornato su questo cruccio come su un leitmotif, un "tema conduttore"
musicale.
L'AIARP annovera 170 associati (l'iscrizione come socio prevede il superamento
di esami di alta preparazione sia teorica che pratica). Si stima che
oggi, in Italia, i tecnici di pianoforte in grado di operare secondo
i criteri professionali dell'AIARP siano meno del doppio di questa cifra.
Poi ci sono i circa trecento semplici "possessori di chiave per
pianoforte" in grado di effettuare un'accordatura più o
meno accurata. La "famiglia allargata" di accordatori e tecnici
riparatori è, dunque, di sole 600 persone e il numero è
in continua diminuzione. Inoltre, le competenze di un tecnico aggiornato
e completo includono sempre più specializzazioni. Un motivo è
la sparizione graduale dei mestieri del passato; quello del lucidatore
di pianoforte, ad esempio, che conosceva tutti i segreti della verniciatura
adatta allo strumento.
Alla progressiva scomparsa delle tecniche tradizionali si affianca peraltro
la continua introduzione di innovazioni moderne; i pianoforti "silent",
per citarne una, sono quei pianoforti modificati con un meccanismo complesso
che permette al pianista di suonare senza far raggiungere fisicamente
le corde dai martelletti e quindi in maniera "silenziosa",
in cuffia o a volume basso con l'ausilio di un congegno elettronico
collegato alla tastiera. Il Signor Tarantino è uno dei pochissimi
esperti in grado di installare e riparare questo sistema, e, data la
crescente popolarità dei "silent", il lettore può
immaginare quale lista d'attesa si stia formando a causa della penuria
di assistenza.
Fondamentalmente, per i tecnici più validi e dunque più
richiesti, il problema principale non è tanto la mancanza di
lavoro, quanto il troppo lavoro che si rende necessario quando i delicati
strumenti si riducono, per incuria dei proprietari, in uno stato di
difficile ricuperabilità. Secondo il Signor Tarantino, la prima
questione da affrontare riguarda la sensibilizzazione dei pianisti stessi,
generalmente poco informati e addirittura poco curiosi di ciò
che accade "sotto il cofano"; i loro colleghi suonatori di
strumenti a fiato e ad arco sono molto più consapevoli dell'effetto,
a breve e lungo termine, di sbalzi di umidità e temperatura sui
propri strumenti e più solerti nel provvedere a revisioni periodiche.
Lasciare languire un pianoforte di qualsiasi marca significa, prima
o poi, essere costretti a buttarlo via o ad affrontare un preventivo
"allarmante" da parte dellonesto riparatore che si ritrova
davanti - caso estremo ma non rarissimo - uno scatolone di legno imbarcato
e corde arrugginite.
L'AIARP è attiva da tempo, attraverso corsi tenuti presso Conservatori
ed Enti musicali, proprio per informare meglio i pianisti sulla cura
e "anatomia" dei loro strumenti. Parte integrante dell'educazione
di ogni pianista dovrebbe essere l'acquisizione di una base di consapevolezza
solida, quand'anche non completa, del buon funzionamento e della manutenzione
del pianoforte. Ciò non soltanto per poter valutare prontamente
lo stato del proprio strumento, ma anche per collaborare più
fruttuosamente con accordatori e tecnici nell'ambito concertistico,
dove solitamente si incontra un dato pianoforte per la prima volta.
Per informazioni ulteriori sulla partecipazione alle iniziative dellassociazione
si rimanda al sito ufficiale: www.aiarp.it
mete@saintrock.com
©2004
Mark Baldwin Harris
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"sentita/mente" dalla rivista "ME&TE"
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