MASU vista da un’altra isola


ENDERROCK - n. 62, novembre 2000

commento di Maria del Mar Bonet

Non conosco personalmente Franca Masu. La prima notizia della sua musica l’ho appresa attraverso ENDERROCK, ho sentito il disco e credo che ha una voce splendida, preziosa, e molta strada davanti a sé.

Dice che ha cominciato a cantare in catalano dopo avermi visto in un concerto. Sono molto soddisfatta che una persona che cantava in inglese abbia deciso di farlo in catalano di Alghero e sono molto orgogliosa che io abbia un piccolo merito…Spero che il cammino che ha intrapreso sia molto fortunato.

Oltre alla mia influenza Franca Masu deve aver capito che è più interessante cantare nella lingua della propria terra che andar lontano a cercare riferimenti, ma resta il fatto che molta gente crede che l’inglese apra molte porte, ma non sempre è così: lavorare con la propria geografia musicale è molto importante affinché un artista si trovi bene con quello che fa.

Alghero è un centro molto piccolo e ci sono pochi giovani che parlano in algherese mentre l’italiano è la lingua più utilizzata: questo fa sì che il cammino che ha intrapreso Franca Masu sia difficile. Malgrado ciò ha scelto bene.

Forse, grazie a lei, ci saranno giovani che ritorneranno alle origini della propria parlata. Lei ha scelto un cammino prezioso; la verità è che forse una voce così importante potrà dare un’immagine interessante di ciò che è oggi Alghero; una voce come la sua, accompagnata da buoni musicisti, può essere per Alghero molto più importante di qualsiasi propaganda turistica. E se lei ha scelto questo cammino grazie a me, sono davvero molto contenta e le dico GRAZIE, perché, per me è un onore.