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nota
introduttiva di Stefano per il sito Compingo
Ho conosciuto Mark Harris all'inizio del '79 a Milano, la mia città;
lui all'epoca viveva a Roma ma si trovava a Milano per un concerto di
Tony Esposito con cui suonava le tastiere. Rimasi molto colpito dalla
sua musicalità tant'è che alla fine andai sul palco per
conoscerlo e mi ritrovai davanti una delle persone più simpatiche
che avessi mai conosciuto. Lo invitai a casa mia per una jam e per ascoltare
musica e scoprimmo così di avere gusti molto simili dai Beatles
a Hancock, da Miles a Stevie Wonder, da West Side Story a Stravinsky;
ricordo di una volta che abbiamo pianto ascoltando il brano "The
secret life of plants" di Wonder. In quel periodo io suonavo con
Crisalide, il gruppo che accompagnava Finardi e proprio in quel periodo
Ernesto Vitolo, tastierista della formazione, stava per lasciare il
gruppo in quanto soffriva di nostalgia per la sua Napoli, quindi presi
la palla al balzo e chiesi a Mark di unirsi a noi e lui accettò.
Quell'anno facemmo circa 100 concerti girando l'Italia in lungo e in
largo divertendoci come dei pazzi; oltre a Mark e me c'erano anche Mauro
Spina, Maurizio Preti e Luciano Ninzatti. Ci comprammo una Citröen
DS19 familiare usata che battezzammo Joni (Mitchell) dalla quale "gridavamo
i nomi"; questo era un gioco che consisteva nell'urlare fuori dai
finestrini alla gente qualunque cosa venisse in mente purché
non offensiva e la cosa prese piede perchè alla fine tutti i
musicisti delle tournées di allora lo facevano. Di questo ho
poi avuto riprova quando nel '97 durante le prove dell'ultimo tour teatrale
di Fabrizio De André conobbi il percussionista napoletano Rosario
Jermano che vedendomi gridò Lanzichenecco e non ci eravamo mai
conosciuti prima e mi disse che allora a Napoli chiunque gridava di
tutto. Alla fine del '79 lasciai l'Italia per trasferirmi in Inghilterra
dove rimasi due anni a suonare con parecchia gente tra cui Jon Anderson
degli "Yes"; con Mark non ci siamo mai persi di vista anche
se per riuscire a suonare di nuovo insieme abbiamo aspettato 18 anni.
Lui mi chiamò per l'ultima tournée di De André
ed una volta, durante un sound-check suonai uno dei 4 brani dei Beatles
che negli anni mi ero divertito ad arrangiare per basso solo e Mark,
impazzito, mi chiese di realizzare un CD di questi brani; all'inizio
ero molto perplesso, ma lui insistette così tanto che mi convinse.
Finita il tour mi chiusi in casa e preparai altri 18 pezzi e così
grazie a Mark ed al suo socio Carlo Focarelli, ecco a voi "Fab
Four-String".
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