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tratto
dalla rubrica "Beatle Covers" della rivista "BEATLE NYTT",
organo interno dell'associazione svedese "The Beatles Information
Centre"
Oops, una rubrica completamente nuova! Capita che ci si imbatte nelle
interpretazioni della musica dei Beatles,
da parte di altri musicisti, che ne danno
davvero un'angolazione diversa oppure ne aggiungono un tocco personale
- non una mera imitazione "nota per nota" o una speculazione.
Fab Four-String Stefano Cerri
CD Compingo CCD9904 (Italy) © 1999
$20 via www.saintrock.com
Quante volte avete sentito un bassista che fa un disco da solo? Vi dico
che una vera sfida, essendo facilitati sul
loro strumento i chitarristi (e
ce ne sono alcuni in giro che danno buone interpretazioni beatlesiane
- Laurence Juber, ad esempio). Ma suonare simultaneamente sia la linea
melodica sia l'accompagnamento - e fare ciò con il basso - direttamente
senza sovraincisioni su disco rigido? Devo dire che mi ha fatto colpo.
Per me, questo è un disco che dà il meglio di sè
a volumi alti... eppure, quando abbasso di tanto il volume lo trovo
piacevolmente accarezzante o sognante, quasi meditativo.
Sono 22 brani in tutto, e i miei preferiti sono i bellissimi "It's
Only Love", "Julia", "I Will" e "She's
Leaving Home" - tutti suonati
esclusivamente
dal basso. Le selezioni migliori,
per esecuzione e interpretazione, sono "Strawberry
Fields Forever", "I Want You" e "And I Love Her"
- basso solo; "You
Never Give Me Your Money" - basso più un stupendo vibrafono;
I'll Follow The Sun - bass con pianoforte delicato.
Tra le altre interpretazioni entusiasmanti c'è un "Norwegian
Wood" suonato da basso e cornamusa siciliana!
A http://www.compingo.com/html/english/p/frame.html troverete assaggi
di tutti i brani, sfortunatamente nel solo formato Real Audio.
Il bassista Stefano Cerri nacque lo stesso mio giorno, però nel
1952 e a Milano, Italia. Fu bassista autodidatto e collaborò
per 30 anni come turnista per artisti pop italiani e internazionali
come Ramazotti,
Brian Auger, Jon Anderson, Erika Cecchini e molti altri.
Suonò anche con diversi
jazzisti rinomati come suo padre Franco, Guido
Manusardi e Tony Scott. Lasciò
il suo segno in centinaia di registrazioni e fu votato Miglior Bassista
Elettrico Italiano per parecchi anni di seguito, sia dal pubblico sia
dai critici musicali. Questo, il suo primo disco solo, diventò
sfortunatamente anche il suo ultimo. Stefano è spirato l'anno
scorso improvvisamente proprio mentre
era appena iniziata la campagna promozionale di questo disco.
Robert Gille
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