tratto da "BASIMEDIA magazine" n. 11 (nov '99)


Il bassista Stefano Cerri reinterpreta un ricco lotto di canzoni, quasi tutte firmate Lennon-McCartney (uno è di George Harrison), in chiave strumentale, cimentandosi per lo più nella dimensione dell’electric bass solo, e in alcuni brani avvalendosi anche della collaborazione di vari strumentisti. Il meditato senso del racconto dell’esposizione di Cerri, il suo sound morbido, il suo terso gusto melodico, fluiscono con proprietà d’espressione e ponderato periodare, irrorati di gradevole finezza evocativa, inanellati passo passo con dolce sensibilità new acoustic, costruendo reticoli sonori descrittivi e meditati. La discrezione comunicativa e il lirismo delle esecuzioni di Cerri tracciano sentieri sonori da precious secret e con misura lasciano un’impronta di lepos e di perizia narrativa e sanno costruire delicate aure di sogno.
Giordano Selini



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